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  • I Balzer erano una famiglia di mercenari provenienti dal Liechtestein che nel 1850 aprirono la loro prima pasticceria a Palazzolo sull’Oglio, seguita da una seconda a Treviglio. Approdati a distanza di anni nel cuore di Bergamo bassa, rilevarono dalla prestigiosa pasticceria di Ubaldo Isacchi i locali sotto i portici del Sentierone e nel 1936 fondarono quello che sarebbe in breve diventato uno dei più rinomati caffè e pasticceria della città.
  • L’apice dello splendore della famosa pasticceria fu raggiunto verso la metà del secolo, quando la frequentazione degli eleganti caffè della ”passeggiata” - includendo il vicino Caffè Nazionale, lì a due passi permetteva ai bergamaschi di rivivere l’eco della romana via Veneto. Col Teatro Donizetti dirimpetto, in quegli anni era frequente incontrare personaggi di fama mondiale come la divina Maria Callas, il maestro Gianandrea Gavazzeni, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman, la ballerina Ivette Chauviré, dapprima étoile e più tardi direttrice dell’Opéra di Parigi, il sovrintendente Bindo Missiroli e tanti altri. L’aperitivo al Balzer, prima e dopo lo spettacolo teatrale, divenne un rito irrinunciabile.
  • A metà degli anni Cinquanta le gestioni dei due locali del Sentierone, Balzer e Nazionale, furono unificate sotto il nome degli antichi mercenari. Fu allora che Sandro Balzer decise di riprendere la produzione della celebre “Polenta e Osei”, rivisitazione dolce di un classico secondo piatto bergamasco.Negli anni precedenti, dai laboratori del Balzer si sfornavano panettoni annoverati tra i più celebrati marchi meneghini. Durante il periodo natalizio gli automobilisti li acquistavano anche per depositarli all’angolo del Sentierone, fronte Vedovella, come gentile omaggio per i Vigili Urbani.
  • Con Sandro Balzer il Caffè "Balzer" divenne uno dei preziosi marchi della città: i bergamaschi cominciarono a riconoscersi in questo nome e ad andare fieri di quei veicoli bicolori che ogni mattina distribuivano in tutta la provincia prodotti appena sfornati. Una felice intuizione, all'epoca assolutamente innovativa, che divenne un successo, rendendo l'immagine Balzer riconoscibile ancora oggi in tutto il mondo.
  • Successo enorme ebbe la torta Donizetti, dolce di cui ancora oggi si conservano i brevetti originali di Angelo Balzer, che la progettò nel ’48 in occasione del centenario della morte del noto compositore bergamasco: una torta margherita a forma di ciambella con pezzetti di ananas canditi.
  • Balzer ha vissuto negli anni più recenti un susseguirsi di passaggi di gestione: nel 2014 l’attività è stata rilevata dal gruppo arabo di Dubai Dnata. Venerdì 30 gennaio 2015 il testimone di Balzer passa nelle mani dell’esperto imprenditore toscano Giovanni Barghi. A febbraio 2018 il testimone passa di mano all'imprenditore Patrizio Locatelli. Obiettivo primario riportare a Bergamo l'eccellenza e la qualità Balzer.
  • Balzer incontra Balzer: la quarta generazione della famiglia Balzer rimette piede nel locale storico per un caffè. Le prime parole sono state “La nostra famiglia ha gestito l’attività fino al 1986, poi si sono susseguite sei gestioni, ma nessuno è riuscito a dare continuità al passato come voi oggi.. mi sento a casa”. Secondo Giancarlo Balzer, i clienti di oggi si aspettano ancora quel calore che era caratteristica principale del loro punto di ritrovo bergamasco. Infatti l’intento del restyling del locale, con la conservazione dei dettagli storici, è stato quello di creare più posti a sedere e rendere accoglienti tanti angoli che erano stati dimenticati nel tempo. Giancarlo Balzer ricorda la produzione della pasticceria quando era piccolo e faceva capolino in laboratorio: “Prima i bignè erano uno diverso dall’altro e grandi, le torte molto lavorate e confezionate con meticolosità da mia nonna nel laboratorio”.
  • Da Marzo 2018 da Balzer si respira un’aria fresca."La pasticceria torna ad essere protagonista assoluta nel rinnovato Balzer", parola di Vittorio Fusari, lo chef a cui la società capitanata da Patrizio Locatelli ha affidato il progetto di rilancio della storica insegna del Sentierone. Apertura sette giorni su sette con pasticceria e cucina attive. La cucina funziona ininterrottamente. Tra le novità tutte da gustare la colazione all’italiana (brioche, pane, burro, marmellata bio, spremuta e caffè) e il pranzo di lavoro, un piatto del menù, acqua, coperto e una sorpresa dello chef.